A causa delle sue idee risorgimentali e della sua appartenenza alla setta segreta dei Federati, Silvio Pellico passó nelle carceri asburgiche – ai Piombi di Venezia prima e nello Spielberg di Brno nell’odierna Repubblica Ceca poi – poco meno di 10 anni, dall’ottobre del 1820 al settembre del 1830.
Da questa esperienza nacque il celeberrimo libro di memorie carcerarie Le mie prigioni, in cui Pellico rese con realismo le dure condizioni di detenzione nelle galere austriache. L’opera conobbe una notevole popolaritá in Italia e all’estero, contribuendo a diffondere la causa dell’indipendenza italiana e suscitando le simpatie e l’appoggio di molti intellettuali europei.
Il venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.


