Questo del marchese milanese Cesare Beccaria (1738-1794) è considerato da più parti come il capolavoro dell’Illuminismo italiano. Subito diffuso e apprezzato in tutta Europa, con forti conseguenze sulla pratica giuridica, il saggio afrronta con piglio assolutamente moderno – quasi rivoluzionario per l’epoca – il tema della legislazione criminale.
“Dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene.”


